Vi proponiamo la seconda parte dell’intervista allo chef Lim del ristorante “il Fratello” a Seul!

chef il fratello

V: Come ben sai, la cucina coreana non è molto conosciuta in Italia. Quello che stiamo cercando di fare con questo progetto è di far conoscerla anche nel nostro paese.

L: Sì è vero. Ho visitato qualche ristorante coreano in Italia, ma mi sono reso conto che è un ristorante esclusivamente per coreani che vanno in vacanza o per business in Italia. Non hanno adattato minimamente i piatti coreani al gusto italiano, visto che i sapori della cucina coreana sono a volte troppo forti per il palato italiano, come per esempio il kimchi. E’ anche vero che gli italiani hanno a volte paura di provare nuove cucine.

V: Vero, soprattutto molte persone che fanno parte delle generazioni precedenti alla mia, non hanno mai provato nè vogliono provare nulla di diverso dalla cucina italiana o addirittura dalla cucina della loro regione.

V: Da quanto è aperto “Il Fratello”?

L: Da circa un anno. L’ho aperto con mio cugino come socio

V: Quali sono le differenze nell’ambiente lavorativo tra l’Italia e la Corea del Sud?

L: Qui in Corea nella cucina di un ristorante ci sono delle gerarchie che vanno rispettate. Quando ero agli inizi ed ho lavorato in un ristorante coreano, tutto quello che potevo fare era lavare piatti, pentole e padelle. Insomma l’ultimo arrivato parte da un gradino più in basso. Invece quando ho lavorato in Italia, da giovane cuoco, ho avuto la possibilità di imparare molto, ed assistevo lo chef del ristorante, che mi stimolava anche a creare nuovi piatti. Ogni volta che lo chef italiano mi vedeva lavare piatti e pentole mi rimproverava e mi ricordava che c’era staff assunto appositamente per lavare e pulire! Io ero abituato così in Corea (ride).

Anche i ruoli erano diversi. Nel ristorante italiano ogni chef preparava una portata: antipasti, primi, secondi e dessert. Quindi a seconda degli ordini, la serata poteva essere impegnativa o meno per ognuno degli chef. In Corea invece tutti cucinavano diversi piatti e questa distinzione era meno netta

V: Ti sei trasferito in Italia dopo l’università vero?

L: Ho cominciato a studiare Ingegneria elettronica ma ho capito che non mi interessava più di tanto, quindi a 25 anni sono andato in Italia a Siena per imparare l’italiano. Successivamente mi sono trasferito a Milano dove ho cominciato a lavorare in un ristorante. Avevo già 26 anni ed infatti ho cominciato abbastanza tardi questa nuova carriera. Lo chef aveva 24 anni e già dodici anni di esperienza lavorativa in un ristorante!

V: Stai pensando di tornare in Italia?

L: Vorrei tornare in Italia per la qualità della vita, ma per il mio business è meglio vivere in Corea dove si guadagna di più.
Ringraziamo lo chef Lim per la disponibilità ed gli facciamo un grande in bocca al lupo per il suo ristorante!
“Il Fratello” si trova ad Hapjeong, Mapo-gu, Seogyo dong 400-12 Seoul (마포구 서교동 400-12, 서울시)

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